FavignanaVacanze.it  Il mare di Mommino

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Favignana - Cenni storici
L'isola di FAVIGNANA, 38 Kmq di superficie. 4106 abitanti, situata nel “Canale di Sicilia”, a 9 mgl. da Trapani. Nel periodo estivo gode di un piacevole clima fresco, grazie ai venti provenienti dal mare che rinfrescano notevolmente la temperatura.

Nel 241 a.c., Favignana fù spettatrice di una grande battaglia navale combattuta nello spazio di mare antistante Cala Rossa e che si concluse con la cruenta vittoria dei Romani sui Cartaginesi. Da questo sanguinoso evento, che pose fine alla prima guerra punica durata ben 122 anni, la cala, dalle acque colore turchese, prese il nome di Cala Rossa.

Arabi, Normanni, Fenici, Saraceni, Cartaginesi, Romani e Spagnoli si sono alternati, nel corso dei secoli, nel dominio dell’isola. Furono gli Spagnoli a cedere, nel 1640, le isole Egadi ai marchesi Pallavicino-Sforza, facoltosi banchieri genovesi.

Nel 1860 Garibaldi sbarca a Favignana. Dopo avere liberato i patrioti, fra i quali G. Ugdulena, che affollavano le prigioni borboniche, prosegue per Marsala guidato da un anonimo isolano del quale rimane a ricordo la via “ Pilota di Garibaldi”.

Le case vacanza di Favignana, si trovano a pochi passi dal Palazzo Florio e dallo Stabilimento della Tonnara, recentemente trasformato in bellissimo museo sull’arte della Mattanza dei tonni.


 
Dai nostri appartamenti Favignana si scorge il bellissimo Palazzo Florio.

Nel 1874, Ignazio Florio acquista dai Pallavicino di Genova l’isola per tre milioni di lire. Vi effettua importanti investimenti e, nel 1876, costruisce, su progetto del famoso architetto industriale Damiani Almeyda, uno stabilimento fra i più importanti d’Europa per la lavorazione del tonno. Altro impianto minore, solo per la pesca, viene costruito nella vicina isola di Formica. Con lo stabilimento Florio ebbe inizio la conservazione in scatola del tonno sott’olio.

Le due tonnare, ben attrezzate per la pesca, in una sola stagione riuscivano a catturare ben 18000 tonni. Terminato il breve periodo (maggio-giugno) della pesca del tonno, si proseguiva con la lavorazione degli sgombri, delle acciughe e delle sardine.
La popolazione conobbe così dignità e benessere. Non di rado, infatti, al termine della stagione, veniva distribuita una gratifica a tutti i dipendenti. Per rendere più agevole il lavoro delle operaie, Florio realizzó uno dei primi “asili nido” dove un gruppo di donne anziane accudivano per l’intera giornata i figli delle lavoratrici. Tra le due Guerre Mondiali, il mito dei Florio inizia la sua decadenza che, inevitabilmente, coinvolge la popolazione di Favignana.
Nel 1937, lo stabilimento e la tonnara vengono ceduti alla famiglia Parodi di Genova che continua l’attività. Ma, negli anni che seguono il disimpegno dei Florio, il numero dei tonni pescati diminuirà vertiginosamente: nel 1975 esso scende a 3083, nel ’77 a 1500, nell’80 ad appena 700.

Ne consegue la cessione dell’antico stabilimento Florio alla Regione Siciliana, mentre i diritti di pesca vengono acquistati dalla ditta Castiglione di Trapani, proprietaria di una moderna industria conserviera e della tonnara S. Cusimano. Ma la tonnara di Favignana produce ormai solo perdite e così, nel ‘98, anche la famiglia Castiglione, ultimo rappresentante dell’imprenditoria isolana, abbandona la tonnara di Favignana.

Da allora, una cooperativa di tonnaroti, guidata dal “Rais Gioacchino Cataldo, continua l’antica tradizione, con un modesto contributo finanziario della Regione Sicilia e grazie alla vendita del tonno più ricercato, il Thunnus Thynnus.
 


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