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La Tonnara di Favignana
Aprile. Raccolta l’eredità degli imprenditori che negli anni floridi avevano gestito la tonnara, gli ultimi tonnaroti di Favignana continuano, coraggiosi, la tradizione dei loro antenati.

Mettono in acqua le grandi barche nere dai nomi affascinanti e misteriosi (Barca lunga, Sciabica, Muciara, Vascello), preparano ancore, reti, galleggianti e, guidati dal Rais, lavorano per un mese alla realizzazione della tonnara. É un lavoro duro, ingrato, oscuro che si svolge spesso in condizioni di mare avverse, con il freddo del Maestrale che toglie le forze, sferza gli occhi, congela le mani.

Sono, questi, i pescatori che i turisti incontrano durante la mattanza. Sono ombre del passato. Più coraggiosi che forti, non di rado qualcuno di loro finisce dentro il “coppo (LA CAMERA DELLA MORTE), in mezzo a diecine di tonni terrorizzati e molto pericolosi perché privati dello “spazio vitale” o, forse, perchè si rendono conto che stanno per morire.

I vecchi tonnaroti ti spiegano che un tempo la tonnara era molto più pescosa, si facevano più mattanze al giorno e la ciurma della tonnara di Formica veniva ad aiutarli.

Oggi i tonni hanno cambiato rotta. Vanno più a ponente verso Biserta, Malta e lungo il percorso li aspettano le “tonnare volanti” dei giapponesi.

Il Thunnus Thynnus, vive nei mari del Nord e si nutre essenzialmente di sardine. Le sue carni rosse e molto prelibate, nulla hanno in comune con le altre varietà. Nel periodo della riproduzione, i tonni migrano nel Mediterraneo per deporre le uova.

I giapponesi, ghiotti consumatori di questo tonno, hanno studiato le tecniche più moderne per la loro pesca, con l’ausilio di sistemi elettronici installati su aerei o elicotteri, a supporto di grandi pescherecci, le cosiddette“tonnare volanti”, localizzano il branco dei tonni, lo circondano velocemente con il “cianciolo” (una rete simile a quella per la pesca delle acciughe) e ne pescano grandissime quantità.
Sia mentre il tonno è “di corsa” per venirsi a riprodurre, sia mentre è “di ritorno” verso il grande Nord. Nulla di paragonabile alla tonnara fissa che dopo 40 giorni di “posta”…viene smontata.

Con il Thunnus Thynnus - i giapponesi realizzano un piatto tipico, il “Maki-Sushi”, bocconcini di riso aromatizzato coperti da un filetto di tonno crudo, e il “Negi-Toro-Maki”, trito di tonno crudo con cipolline e alghe.“ Una porzione: €200.

Per approvvigionarsi della materia prima, sono presenti a Trapani commercianti giapponesi che acquistano il pescato e lo spediscono via aerea in Giappone.

 


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